Percorso: Home page /Il Messagero Lunedì 20 Novembre 2001

 

«La scuola? Se non ha la palestra non è bella»

Studio dell’Unione genitori: istituti pubblici senza giardini e biblioteche, quelli privati sognano la piscina


di RAFFAELLA TROILI

Vogliono laboratori, palestre e giardini. E aule colorate, possibilmente di verde o di giallo. Sono i risultati di un sondaggio effettuato tra gli alunni delle scuole romane dall’Unione italiana genitori. Troppo esigui per rappresentare un campione, i dati delle elementari, che si riferiscono a 2.247 alunni delle pubbliche e 105 delle private, denotano già comunque piccole significative differenze. Cominciamo col dire che a quasi tutti piace la scuola che frequentano, arrivano addirittura a definirla “allegra" («ma è perché ci sono affezionati», spiega Donatella Poselli, presidente dell’Unione); anche se i piccoli della pubblica la definiscono “vecchia" (48,24%), se non malridotta (2,35) o a padiglioni (3,99). Mentre i loro coetanei della privata, non si possono lamentare: l’85% infatti dice di frequentare una scuola “nuova".
All’appuntamento con la campanella arrivano per lo più a bordo della macchina di papà o mamma (il 46% degli alunni della pubblica, il 60% delle private), a circa il 92% piace studiare (vince l’italiano nella pubblica, la matematica nella privata). La biblioteca spesso c’è, ma non si usa. La presenza di palestre, teatro e giardino fa ancora la differenza: il 57,65% degli alunni della pubblica risponde che nella sua scuola non ci sono, appena il 18 nella privata. Anche le attività fuori orario scolastico organizzate dall’istituto arrancano (il 42,35% dei bambini della pubblica risponde di no). La lingua straniera è abbastanza diffusa: il 57,65 risponde positivamente, il 42,35 non “mastica l’inglese".
E se i ragazzini delle private chiedono piscina (12,50), laboratorio di computer (50%) e campo di calcio (18,75), i loro cugini delle pubbliche si accontentano di un giardino (51,76%), di una palestra (35,29) e successivamente del laboratorio (17,65) e di nuovi banchi (17,65).
Quanto agli 891 alunni delle medie intervistati, il 79,35% apprezza la scuola che frequenta (nuova nel 47,83 per cento dei casi), il 45,32 arriva in classe con i mezzi pubblici (il 32,35 con la macchina, il 22,33 a piedi), l’82,61% studia l’inglese (il 17,39 inglese e francese). Matematica (21,74%), seguita da inglese e educazione fisica, le materie preferite. La nota dolente, sempre la stessa: mancano spesso teatro (67,35), biblioteca (30,43), palestra (46,15), sala computer (71,05), laboratori (65,33) e giardino (65,33). Eppure, il 98% pensa di continuare gli studi dopo la scuola dell’obbligo e il 37,50% ha già deciso per il liceo scientifico, mentre il 31,25 per l’artistico. Non chiedono poi molto di più: il 44,03 vorrebbe più attività di laboratorio, il 37,04 più attività fisiche. Il 10,70% una migliore preparazione, l’8,23 più ricreazione e meno compiti a casa.
Laboratori off-limits anche alle superiori: se circa l’82% risponde che a scuola ci sono, un altro 54,68% segnala che però non vengono fatti utilizzare. «L’intento di questa indagine - spiega Donatella Poselli - era quello di sensibilizzare le istituzioni su come vedono e vivono la scuola i ragazzi. Entro il 2004 i plessi dovranno essere messi a norma in base alla 626: credo che questo dovrà avvenire accogliendo le esigenze degli alunni. Dai colori più allegri alle pareti a una razionalizzazione degli spazi, che permetta a tutte le scuole di avere i laboratori. E per i giardini servono investimenti forti».

 

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