Percorso: Home page /Il Tempo di martedì 16 maggio 2006

 

CdL, obiettivo politiche sociali.
Alemanno: «Creare il welfare community. Al centro la famiglia»


di SIMONA CAPORILLI

FAMIGLIA, infanzia e tutto ciò che ruota attorno alle politiche sociali al centro delle discussioni tra centrodestra e centrosinistra. Il tema principale è quello del «welfare», il corollario sono le proposte di Gianni Alemanno. Avanzate dalla Casa delle Libertà e presenti nel programma «Nel nome del popolo romano», si basano essenzialmente sull’idea di un welfare community, in sostituzione del concetto di welfare state (inteso come Stato assistenziale o, più in generale, come una questione sociale).

Un welfare «orizzontale», secondo l’idea del centrodestra che vada prima di tutto a tutelare la famiglia, in secondo luogo gli anziani (con il rafforzamento dei centri per la terza età) e, più in generale, le fasce deboli. Non mancano le linee programmatiche delle politiche per l’immigrazione con l’idea di «Inserire coloro che hanno tutte le intenzioni di inserirsi e, insieme, tenere conto del disagio degli operatori» e l’istituzione di un registro per gli accrediti.

A sottolineare l’importanza dei servizi sociali nella Capitale Donatella Poselli, capolista di «Amore per Roma», lista civica che appoggia Alemanno: dopo aver trascorso una giornata all’Eur in occasione della Festa della mamma - tra la sensibilizzazione e la campagna elettorale - ha puntato il dito contro le problematiche del mondo dell’infanzia a Roma, come «Il numero di bimbi in lista di attesa agli asili nido e la Family card, che avrebbero dovuto predisporre a partire dal 2001». A caldeggiare le linee programmatiche del programma Carlo Casini, capolista Udc e presidente del Movimento per la vita, rappresentanti del mondo della disabilità e un drappello di «padri separati».

Nel mezzo di un clima elettorale vivace e a far da contraltare Raffaela Milano, assessore in carica alle politiche sociali del Campidoglio: «Sarebbe stato opportuno, prima di lanciare la sua presunta "rivoluzione copernicana" che Gianni Alemanno prendesse almeno visione dei fondamentali atti inerenti le politiche sociali introdotti da questa amministrazione: avrebbe così scoperto che la sussidiarietà è uno dei principi cardine del Piano Regolatore Sociale approvato dal Consiglio. Non solo ma abbiamo varato da tempo il sistema dell’accreditamento nel settore dei servizi alla persona sia a livello centrale che municipale. L’ha fatto introducendo il diritto di scelta del cittadino-utente senza rinunciare all’esercizio di una valutazione costante sulla qualità dei servizi erogati».

Reazioni sono arrivate anche da Amedeo Piva, assessore alle Politiche Sociali del Comune con Rutelli e ora responsabile delle Politiche Sociali del gruppo Ferrovie dello Stato e capolista dell’Ulivo: «Risibili le accuse di indefinitezza che Alemanno rivolge al programma per il sociale di Veltroni. Chiunque governerà la città nei prossimi 5 anni, nel campo del sociale beneficerà di uno "stato di avanzamento" delle politiche di welfare così evidente da essere state assunte a esempio e modello da molti altri comuni italiani». la Consulta degli immigrati in questa città esiste da tempo ed è un’esperienza molto felice per il contributo che porta all’integrazione nella nostra città.

Secondo: eliminare i consiglieri aggiunti - ha continuato - sarebbe un errore gravissimo, un passo indietro storico che mortificherebbe la straordinaria esperienza che ha portato al voto 33 mila persone», ha commentato Maurizio Bartolucci, presidente della Commissione comunale per il diritto di voto agli stranieri. 

 

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